Costruzione di pezzi dal campione – Disegni e Revisioni

Fornitura del campione da parte del cliente

Nell'ambito della meccanica di precisione le specifiche dei pezzi prodotti devono essere conformi al disegno tecnico.
La sola fornitura del campione da parte del cliente non è sufficiente a definire esattamente come deve essere realizzato il pezzo.
Nel caso che il cliente sia in possesso del solo campione e non abbia il disegno tecnico, occorrerà quindi realizzare quest'ultimo; in questo caso G.B.M. potrà produrre un proprio disegno (che non necessariamente verrà fornito al cliente) con tolleranze di lavorazione, materiali ed altre specifiche si riterranno opportune, anche in accordo con il cliente.
Il cliente prende atto che non potranno mai essere prodotti pezzi uguali al campione, ma solamente pezzi che possano avere caratteristiche funzionali ed estetiche di quest'ultimo, conformi al disegno realizzato.
Sarà quindi cura del cliente specificare al fornitore le caratteristiche funzionali del pezzo, oltre ai materiali e trattamenti che intende adottare; in mancanza di queste specifiche G.B.M. sceglierà materiali e tolleranze di lavorazione secondo la propria esperienza.
In questo caso, non essendo fornito il disegno tecnico non verranno accettati resi o reclami relativamente alla funzionalità dei pezzi, alla scelta dei materiali o delle tolleranze di lavorazione.
Nel caso venga fornito il campione unitamente al disegno tecnico, farà fede quest'ultimo.

Formati del disegno tecnico meccanico

Per l'emissione del preventivo e per la successiva realizzazione dei pezzi, sono di norma richiesti i disegni tecnici nei seguenti formati:
-PDF;
-DXF.

Il formato STEP 3D viene richiesto in caso di superfici tridimensionali o in caso di particolari geometrie che siano poco chiare con i soli formati PDF e DXF; il solo formato STEP non è sufficiente per la preventivazione e/o per la realizzazione dei pezzi. Tale file infatti non riporta le quote con le relative tolleranze, non riporta alcuna indicazione sui filetti, non dà indicazioni sui materiali, nè sui trattamenti, etc.
Il file STEP 3D non è un disegno tecnico; non si accetteranno resi o reclami a fronte della sola fornitura del file 3D (STEP; IGS, etc.).

Revisioni dei disegni

Il cliente deve puntualmente specificare in fase di emissione dell'ordine la revisione del disegno dei particolari che intende mettere in produzione; tale indicazione dovrà riferirsi univocamente ad un disegno, che riporterà all'interno del cartiglio codice e revisione del part.
La mancanza di tali indicazioni (la revisione richiamata nell'ordine, e/o la revisione stampigliata sulla tavola) solleverà G.B.M. da ogni responsabilità relativamente alla messa in produzione di revisioni non corrette.
Il cliente è altresì consapevole che l'emissione di 2 disegni diversi ma riportanti stesso codice e stessa revisione, porterà ad errori dovuti alla messa in produzione della versione sbagliata.


Il nostro Sistema Qualità considera come riferimento la revisione del disegno e non tiene conto della data di emissione o di invio dello stesso. Disegni diversi riportanti stesso codice e stessa revisione (anche se emessi od inviati in date ben distinte, unitamente o non unitamente all'ordine) sono da considerarsi errori del Sistema Qualità del cliente.
L'indicazione della revisione deve necessariamente essere fatta tramite numeri o lettere.

Tolleranze di Lavorazione

Se ti stai approcciando alla meccanica, o lo hai fatto da poco, è utile -in primis- prendere conoscenza di quelle che sono le tolleranze di lavorazione.

Ogni dimensione di un pezzo meccanico, sia esso isolato o accoppiato con altro o con altri, è definita da una misura indicata nel disegno del pezzo che è chiamata quota nominale.

E' possibile fare accostare quanto si vuole la dimensione effettiva del pezzo alla quota nominale, ma non si può mai avere la coincidenza dimensionale assoluta, sia perchè nessuna lavorazione può dare tale esattezza, sia perchè non esistono strumenti che diano assoluta precisione nelle loro misurazioni.

Nella pratica, l'esperienza ha dimostrato che un pezzo meccanico, avente una data dimensione nominale, può compiere le sue funzioni se la sua dimensione effettiva risulta compresa entro determinati limiti, cioè se è compresa entro un valore massimo ed un valore minimo. La differenza tra il valore massimo ed il valore minimo ammissibile per una data quota nominale prende il nome di tolleranza di lavorazione di tale quota.

Esempio:
Se la quota nominale di un pezzo è 18 mm, ed il pezzo è accettabile se la sua quota effettiva è compresa tra 18 mm e 17,8 mm, la tolleranza è :
18 - 17,8 = 0,2 mm.

E' evidente che lo stabilire l'ampiezza della tolleranza con cui il pezzo deve essere lavorato, è un compito di grandissima importanza in quanto, da essa, dipendono la funzionalità del pezzo ed il suo costo. Infatti precisione e basso prezzo sono due requisiti in netto contrasto fra loro: un aumento della precisione (cioè una diminuzione della tolleranza) comporta un aumento del prezzo del pezzo in quanto richiede lavorazioni con macchine più precise e costose, e controlli con strumenti più sofisticati e costosi. Ciò detto risulta inderogabile, per il progettista che la tolleranza fissata per la lavorazione deve essere ristretta quanto è necessario per la funzionalità del pezzo, ma non di più.
Per uno studio più approfondito delle norme in materia, si rimanda alla letteratura presente sui libri di testo degli Istituti Tecnici Superiori, oppure sui testi universitari di Ingegneria Meccanica.

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