Nonno= padre di un genitore
Nipote = figlio del figlio o della figlia
Nonno e nipote sono termini e funzioni all'apparenza comuni e molto
usati ma che occupano posizioni ben precise in tutte le società umane: ribadisco, solo
umane perchè nel caso degli animali, e poi non tornerò più sull'argomento, queste
funzioni non esistono o per lo meno non siamo ancora riusciti a capire l'eventuale scala
gerarchica animale relativamente alla famiglia che, per quanto ne so, si ferma al genitore
e solo per il periodo dello svezzamento dei piccoli.
Nella famiglia umana le posizioni fondamentali sono tre: nonno, figlio, nipote (mi
esprimerò al maschile per comodità).
Il figlio, la parte centrale del rapporto di parentela, che dovrebbe anche essere la
pedina più importante, si trova normalmente tra l'incudine e il martello (difficile poi
stabilire chi sia il martello e chi sia l'incudine fra nonno e nipote, forse
alternativamente una volta uno e una volta l'altro); in questa esposizione non voglio
comunque coinvolgere il figlio ma solo suo padre e suo figlio.
La funzione del nonno sta decisamente cambiando, il suo peso non è più tanto sentito
come un tempo; il "grande vecchio" al quale si guardava quasi con timore, ora,
nella maggior parte dei casi, è relegato al ruolo di spettatore passivo.
Quando io ero un ragazzino imberbe, i miei nonni davano giudizi e pronunciavano sentenze
alle quali tutti si attenevano scrupolosamente; i nonni molto spesso allevavano i nipoti,
essi vedevano in loro la continuazione di un nome, di una famiglia, di una dinastia; anche
in realtà piuttosto indigenti il nipote era sempre visto come una luce che illumina il
futuro della famiglia,he rasserena e per questo motivo, entro i limiti delle proprie
possibilità, anche viziato e coccolato.
Con il passare degli anni, parlo almeno dal 1950 in avanti, gradatamente il ruolo del
nonno è venuto a perdere molto del suo carisma, al suo posto si è preferito l'asilo nido
e poi la scuola materna e poi il tempo pieno, per tutta una serie di ragioni che cercherò
di descrivere ma che sicuramente si riassumono nel termine unico di: libertà.
Il grande desiderio di libertà e ancor più di indipendenza che mano a mano si è venuto
a radicare nelle coscienze dei giovani ha creato dei grandi distacchi, o piuttosto è
meglio dire dei vuoti: le grandi famiglie non esistono più, molte coppie più o meno
legali e tanti single.
I bambini faticano a nascere, molte coppie non vogliono impegnarsi nella crescita dei
figli proprio per uno sviscerato desiderio di libertà che pare quasi andare contro
natura.
E domani?
Se non nasceranno più figli non ci saranno più nemmeno i nonni e la catena potrebbe
piano piano spezzarsi.
Già oggi, come dicevo prima, l'importanza del nonno È un po scemata, lo si cerca
solo in casi estremi, quando si ha il desiderio di ritrovare una libertà che sembra
perduta a causa di presenze un pò ingombranti come possono essere i figli.
Ma il nonno è sempre disponibile, lui che incontrando i suoi nipoti prova una gioia
immensa, pure se qualche volta quel rapporto è un po difficile.
L'evoluzione dei tempi e del modo di pensare è stata talmente rapida che spesso lo stesso
genitore fatica a seguire i desideri e a comprendere i pensieri del figlio: e le
differenze di età sono in genere piuttosto ridotte.
Figuriamoci nel rapporto nipote-nonno.
Nei Paesi a maggiore sviluppo tecnologico, come il nostro, il posto di lavoro, in tanti
casi, è tenuto in maggior considerazione della famiglia stessa famiglia intesa
principalmente come gruppo di almeno tre persone) per quel senso appunto di libertà e
indipendenza che riesce a generare in tutti, quella libertà che stimola anche a non avere
figli se non addirittura a condurre una vita da single: di questo passo addio genitori e
nonni e nipoti...
La generazione attuale si dibatte tra chi pare voler riconoscere ancora l'importanza del
nonno e chi al contrario è quasi infastidito da questa presenza un pò scomoda che vuole
sapere, che vuole consigliare, che si preoccupa del nipote a volte anche più del genitore
stesso e magari questo fatto alla madre in particolare non è sempre completamente
gradito.
Il nipote rimane legato al nonno se viene abituato alla sua presenza, alla sua vicinanza,
se il nonno è una parte viva e attiva della famiglia. Una visita ogni tanto lascia il
tempo che trova, è anzi a volte più dannoso che altro: al nipote quella persona può
diventare un estraneo. La lontananza da una persona crea distacco, viene a cessare quel
rapporto di confidenza che esiste quando ci si frequenta con assiduità. E' come con gli
amici più cari quando da ragazzini si passavano ore ed ore a giocare insieme e si
arrivava al punto che non era quasi più necessario parlarsi per capirsi: bastava un
gesto, un movimento e i pensieri collimavano. Poi la scuola ha cominciato a dividere, una
donna ha fatto cambiare (giustamente) gli interessi, la nascita di una famiglia e magari
il trasferimento in altro luogo e così è cominciato il distacco, la lontananza e quando
dopo periodi più o meno lunghi ci si ritrovava, quell'affiatamento di un tempo non era
più nemmeno un ricordo lontano, si era estranei contro voglia e pur con tutta la buona
volontà non si riusciva più ad essere aperti come un tempo: ciascuno di noi frequentava
ormai gruppi diversi, ragionava in modo diverso e così le idee non collimavano più e si
faticava non poco a comprendere e giustificare certe argomentazioni dell'altra parte. La
stessa cosa può succedere tra nonno e nipote: quest'ultimo dimentica piuttosto facilmente
anche l'esistenza stessa del nonno preso com'è dal vortice dei suoi interessi giovanili
mentre il nonno che ha già superato i suoi momenti di ardore, può pensare con maggior
serenità ai suoi problemi e il nipote è un suo problema che egli difficilmente mette da
parte, carne della sua carne.
E quando due genitori si prendono e poi si lasciano, come canta Masini in una delle sue
arrabbiate canzoni, e in mezzo ci sono dei figli? E' una situazione davvero molto delicata
ed imbarazzante per quel giudice che dovrà coscienziosamente prendere una decisione.
Ma la legge purtroppo è sempre molto fredda e impersonale e per quanto ben studiata non
potrà mai essere in grado di sopperire alla mancanza del calore di una famiglia.
La soluzione del problema?
Impossibile stabilire una soluzione ideale ma sicuramente una delle più logiche potrebbe
essere un NONNO.
San Giorgio 15 marzo 2000
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