LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MANTOVA, PROF. MAURIZIO FONTANILI.
Premettendo il fatto che se l’uomo vara certe leggi e in seguito riscontra delle lacune nella loro applicazione sarà lo stesso uomo a modificarle in funzione delle necessità, un caso lampante ed attuale è quello dei “Corsi di formazione esterna per apprendisti”.
Ho detto questo perché di fronte alle mie rimostranze in ambienti che dovrebbero “contare”, ogni volta il mio interlocutore non ha fatto altro che rispondere: ma sa, la legge dice così…!
Prima di tutto una considerazione di ordine generale: se un giovane ha scelto di lasciare la scuola per inserirsi nel mondo del lavoro non è sempre dovuto ad un problema finanziario e non è neppure da pensare che costui sia un incapace ma piuttosto c’è da credere che non tutte le materie proposte dai programmi scolastici lo interessano, preferisce fare qualcosa con le sue mani; è inutile continuare ad insistere e fargli scaldare controvoglia le sedie di un’aula scolastica se lui vuole fare qualcosa di diverso: e ci sono decine di esempi che confermano questa mia tesi. Uno di tali esempi è davanti ai miei occhi ed è rappresentato da un operaio che è con me ormai da più di 20 anni il quale, abbandonata la scuola a 17 anni (notare che in famiglia ha 3 tra fratelli e sorelle che sono ingegneri o commercialisti) un bel giorno si presenta al lavoro a bordo di una fiammante Ferrari F 40. Tutti ci siamo chiesti se l’aveva rubata o se aveva vinto al totocalcio ed invece...se l’era fatta lui! Proprio così, presa una macchina sportiva incidentata, l’aveva spogliata e su quel telaio aveva realizzato, con modelli fatti da lui stesso, una carrozzeria Ferrari con tutti gli accessori, come l’originale: e lui in seconda superiore si era ritirato perché non voleva saperne di storia, di geografia, di italiano…e se c’è bisogno, in officina, con un chiodo riesce a farmi una barenatura centesimale!
Mi si dice anche che gli apprendisti che frequentano i corsi esterni, nella maggior parte dei casi scaldano solo le sedie delle aule, dimostrano tutti pochissimo interesse anche perchè si trovano nello stesso gruppo tornitori, fabbri, lattonieri, caldaisti e così via, diplomati e non, gruppi disomogenei con necessità diverse uno dall’altro perché ciò che ha bisogno di conoscere il mio tornitore nella maggior parte dei casi non interessa per nulla o molto poco al caldaista che ha bisogno di altre nozioni e così via. Non so se alla fine viene recepito ed utilizzato più del 5% di ciò che viene loro impartito. Se il vantaggio per noi datori di lavoro si riduce a tutto questo, IO IN FUTURO NON ASSUMERO’ PIU’ APPRENDISTI NELLA MIA DITTA.
E’ per lo meno ovvio che se si insegna loro a navigare in internet (che è una delle materie del programma dei corsi di formazione esterna per apprendisti), ma per tornire non serve, se si insegna loro a lavorare con word, ma al fresatore non serve, se si disserta di comunicazioni sociali, beh, forse tutto questo servirà alla loro formazione sociale, ma a noi che cosa rende? Le ore di mancata produzione che vengono disperse per questi corsi, per noi non avranno mai un ritorno economico, forse serviranno soltanto a migliorare la sua cultura personale: e perché dobbiamo essere sempre noi artigiani ad accollarci questi oneri?
E ci sarebbe molto altro da dire.
Concludo con un’ultima osservazione: oltre a quanto ho detto prima, per poter usufruire delle famose agevolazioni contributive per gli apprendisti, ho dovuto sobbarcarmi, quasi come un ricatto, il corso realizzato per i Tutor aziendali e l’unica cosa che alla fine ho capito fra le tante che sono state dette, è che al datore di lavoro dell’apprendista, che tra l’altro, guarda caso, è quasi sempre un artigiano, si chiede di essere genitore, insegnante, psicologo, giudice e magari anche amico, in pratica sulle spalle di noi artigiani si vorrebbe scaricare tutta la responsabilità della formazione professionale e sociale dell’apprendista.
Ripeto: finchè le cose rimarranno distorte in questo modo, io mi guarderò bene dall’assumere nuovi apprendisti.
Gianni Baracchi - 20.11.05