Ognuno di noi dovrebbe riuscire ogni tanto a trovare un po’ di tempo da dedicare agli amici, alla sua compagnia, a stare insieme agli altri: è solo così che possiamo sperare di riuscire ad andare maggiormente d’accordo fra di noi e fors’anche a migliorare questo nostro mondo. E’ ovvio che il riferimento al Mondo è magari eccessivo per le nostre sole forze ma se tutti la pensassero in questo modo sono convinto che vivremmo molto meglio tutti quanti.
Invece, rancori che si perdono nella notte dei tempi, ipocrisie diffuse ad ogni latitudine contribuiscono a mantenere alto il livello di guardia e di paura in ognuno di noi e siamo sempre in allarme nel timore di venire colpiti alla schiena.
Come ho detto altre volte, una delle cose più importanti per l’uomo è l’Amicizia, quella vera, disinteressata, con la A maiuscola e non è detto che per principio il mondo del lavoro debba essere considerato al di fuori di questi schemi; basterebbe che ognuno di noi, e in prima fila metto me stesso, si comportasse con serenità e dignità senza false retoriche o giri viziosi.
Certamente nei rapporti di lavoro non è facile trovare il giusto equilibrio per mettere in pratica questa mia affermazione, particolarmente a mano a mano che le aziende diventano sempre più grandi e importanti, allora entra in gioco la spersonalizzazione del rapporto, è la forza dei numeri che prende il sopravvento anche se non sempre questo significa tutto: ma forse è la legge dei tempi che suggerisce, direi quasi costringe a tenere certe linee guida.
Mi viene da più parti contestato il fatto che io faccio molta fatica ad uscire da questi schemi, che metto troppo cuore in tutte le mie cose, anche in quelle di lavoro ma difficilmente si riesce a modificare ciò che la natura imposta per noi: starà poi ad ognuno di noi dare il giusto peso e la giusta dimensione alle nostre azioni.
E’ un po’ come il medico che per quanto faccia per non prendersi carico dei problemi di tutti i suoi pazienti non riuscirà mai a sentirsi completamente estraneo di fronte alle sofferenze altrui.
Nel lontano 1974, un po’ spavaldamente, con tanta incoscienza e ricchi di altrettanta buona volontà abbiamo, dico abbiamo perché tutto il percorso della mia vita di lavoratore autonomo è stato ed è tutt’ora gestito con mia moglie, dicevo che l’incoscienza e la volontà ci hanno allora suggerito il passo della vita; è stato un passo che in seguito si è dimostrato difficile da tenere proprio per quella mancanza di sentimento che molte persone mettono nella loro vita: ed è allora che insorgono quei problemi che spesso ti danno l’impressione che la terra ti stia per crollare addosso.
Comunque tutto è bene non solo ciò che finisce bene ma specialmente ciò che continua bene perché non è solo questa che abbiamo raggiunto la meta alla quale aspiriamo tutti. Quest’anno per me è stato un anno particolare poichè ho festeggiato vent’anni di età per la terza volta e i primi trent’anni di lavoro con l’azienda: l’intenzione è di far diventare ancora più grandi questi piccoli numeri insieme a tutti quanti voi: gli assenti sono come al solito esclusi e ingiustificati.
Ora se me lo concedete vorrei fare con voi un brindisi a tutti noi affinchè felicità e prosperità possano albergare in ogni casa.
SAN GIORGIO DI MANTOVA, 10 OTTOBRE 2004