VIAGGIO IN ITALIA: DA SAN GIORGIO A SAN GIORGIO

Nel lontano 1963,quando i miei capelli erano ancora folti e neri e i pantaloncini corti erano il mio abbigliamento abituale, un amico carissimo, per uno scherzo del destino residente proprio a San Giorgio di Mantova (io a quei tempi risiedevo a Buscoldo, estremo sud della provincia mantovana) mi regalò "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi.
Mano a mano che procedevo nella lettura cresceva in me il desiderio di poter conoscere di persona quei luoghi e nella mia fantasia li costruivo secondo le descrizioni che ne faceva l'autore: i Sassi però non sono mai riuscito a immaginarli!
Quest'anno,a trentasette anni di distanza ho potuto finalmente coronare quel sogno. La cosa potrebbe anche avere un interesse relativo per i quattordici pazienti amici che mi leggeranno, se tutto finisse qui: potrei descrivere paesaggi quasi lunari, ambienti che visitandoli sembra di tornare all'età della pietra (appunto i Sassi di Matera) e invece questo viaggio mi ha dato la possibilità di appagare un'altra grande sete della quale non ne resteranno sorpresi tutti quelli che conoscono le mie tante debolezze. Sto naturalmente alludendo a San Giorgio (e simili) ovvero ad alcune delle quarantadue località italiane che portano tale nome e sono provviste di ufficio postale. Era per lo meno ovvio: non cercare di sfruttare al meglio questo lungo viaggio sarebbe stato un po' come fare un viaggio andata e ritorno a Roma o a Venezia senza sostare a visitarle.
Il sud della nostra penisola è piuttosto "ricco" di località San Giorgio e per me è stato come fare una scorpacciata di cose buone, si potrebbe quasi dire un'over-dose, un'immersione totale nella realtà dei miei sogni e dei miei desideri. La prima cosa che mi ha detto mia moglie appena giunti a destino (ovviamente una località balneare) è stata: mi raccomando di restare in spiaggia con me ad abbronzarti. Sembra quasi che non conosca ancora, dopo decenni di matrimonio, i miei gusti e le mie debolezze. Mah!
Diceva Fred Buscaglione in una sua famosa canzone: se c'è una cosa che mi fa tanto male è l'acqua minerale; io invece sono un po' allergico alla statica posizione di cottura solare.
Naturalmente ho dovuto rispondere positivamente alla richiesta (risposta politica) per non rischiare di iniziare le vacanze in uno stato di tensione, ma appena calmate le acque, cartina alla mano e via verso San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza, prossima al litorale ionico: prima tappa. In situazioni come questa per me i chilometri diventano più corti, vista la facilità con la quale mi ritrovo alla meta per cui eccomi su di un'altura a circa 400 mt. di quota in un giorno assolato, tipo estate calabrese. Il primo contatto avviene con un cordiale impiegato comunale che, disponibilissimo, si offre di accompagnarmi a visitare i punti più caratteristici del paese. Per prima cosa visitiamo la sala consiliare, un vero gioiello del quale qui ne vanno giustamente orgogliosi, sia per l'arredamento che per le finiture interne dove tutte le pareti sono coperte da quadri o affreschi legati in qualche modo a San Giorgio o alla tradizione popolare locale, una tradizione che è ancora sentita anche se sta gradatamente perdendosi nei flussi delle emigrazioni e immigrazioni: è un po' quello che avviene nei nostri paesi dove il ricambio della popolazione sta gradualmente modificando, sembra senza speranza di ritorno, usi e costumi.
Una tradizione che invece continua a mantenersi saldamente a San Giorgio Albanese è quella religiosa legata  strettamente al culto greco-ortodosso; la chiesa è infatti arredata secondo i concetti ortodosssi, niente statue in chiesa ma solo icone e l'altare separato dai fedeli dalla cosiddetta iconoclasta.
Qui c'è veramente da restare a bocca aperta per le decine e decine di riferimenti su San Giorgio che vi si possono trovare: qualcuno per fortuna è potuto giungere fino a Mantova.
Anche l'incontro con altre autorità locali (vice sindaco e assessori) e con il presidente della pro-loco sono stati  quanto mai cordiali e schietti.
La seconda tappa del mio itinerario è stato un viaggio a San Giorgio Lucano con la relativa visita e incontro con le autorità locali. Parlare anche in questo caso di gentilezza è usare un termine che sminuisce la portata dell'incontro, non dico che sia stato un incontro commovente ma era come stare fra vecchi amici, dal direttore della banca San Giorgio, al sindaco, agli assessori con i quali ho parlato; mi hanno fatto tornare alla mente quanto Carlo Levi diceva nel suo libro: tanta, tanta cortesia. Non per niente da alcuni anni corrispondo con un amico lucano che solo quest'anno finalmente ho avuto modo di conoscere di persona. Anche questo paese ha risentito enormemente del calo demografico dovuto principalmente all'emigrazione: la gente si sposta verso i luoghi che offrono maggiori possibilità di lavoro per cui anche qui le tradizioni cominciano a perdere un po' del loro fascino e della loro importanza. Io avrei voluto partecipare alla famosa "Danza del falcetto" ma purtroppo è ormai da qualche anno che non viene più rinnovata questa usanza.
Cambiano tanto i tempi?
Un altro viaggio quanto mai interessante e fruttifero è stata la visita a San Giorgio del Sannio, fino al 1929 chiamato San Giorgio la Montagna (e su questo fatto dei nomi mi è stato raccontato un curioso aneddoto), sito in provincia di Benevento. Data l'impossibilità di parlare con il sindaco in carica, essendo il comune commissariato, mi sono rivolto al direttore della biblioteca comunale che si è fatto in quattro per esaudire i miei desideri e sono effettivamente tornato a casa con un capiente bagaglio di ricordi, sia per le persone incontrate che per il materiale trovato.
Si sa che le rose sono belle ma possono anche pungere e in mezzo ai "profunmi" dei precedenti incontri ho dovuto purtroppo inserire una nota stonata, anzi due, le ultime. La prima delusione è arrivata con la visita di San Giorgio la Molara, sempre in provincia di Benevento. Dopo essermi accollato decine e decine di chilometri di strade impervie, fra tornanti e strade dissestate tra enormi distese di tabacco, giunto alla meta ho cercato un contatto, come avevo fatto in precedenza, con qualche amministratore locale ma inutilmente: il sindaco non c'era, il vice nemmeno, nessun assessore, nessun consigliere: bontà sua, il ragioniere mi ha dato ascolto, o forse avrebbe voluto, o forse no perchè sembrava quasi infastidito dalla mia presenza e dalle mie insolite richieste: morale della favola sono tornato a casa con le pive nel sacco.
La seconda delusione è venuta dalla tentata visita di San Giorgio di Pietragalla, dico tentata perchè ho trovato una distesa di case sparse praticamente senza un centro vero e proprio dove pare che a malapena viva anche l'ufficio postale, che comunque c'è.
Questo è in sintesi il diario delle mie vacanze 2000: per me rilassanti e fruttifere pur se con una punta di amarezza per non aver potuto completare fino in fondo, come mi sarebbe piaciuto fare, le mie visite e ricerche. Ho percorso migliaia di chilometri ma non ho sentito la benchè minima stanchezza e se anche alla fine non ho potuto ostentare una meravigliosa tintarella... a me non è importato e non me ne importa proprio nulla.
Tutto sommato sono rimasto soddisfatto dal bagaglio di esperienze fatte, sia per l'allargamento delle mie conoscenze sangiorgesi sia per la scoperta di realtà per me nuove, difficilmente immaginabili, cariche di fascino e di storia.
L'assessore all'urbanistica del comune di San Giorgio Lucano ha proposto un gemellaggio con San Giorgio di Mantova.
Ho prontamente girato la richiesta a chi di dovere.

GIANNI BARACCHI
San Giorgio di Mantova, 25/09/2000